Letteratura Italiana · Appunti di Studio

Foscolo & Leopardi

Vita, pensiero, poetica e analisi delle opere principali

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La Vita
Nascita
1778 · Zacinto (Zante)
Morte
1827 · Turnham Green, Londra
Origini
Padre veneziano, madre greca
Sepoltura definitiva
Santa Croce, Firenze (1871)
1778
Nasce a Zacinto (isola greca sotto Venezia). Dopo la morte del padre si trasferisce a Venezia nel 1792, frequenta i salotti letterari di Isabella Teotochi Albrizzi.
1797
Vede in Napoleone un liberatore e scrive l'ode A Bonaparte liberatore. Il Trattato di Campoformio (cessione di Venezia all'Austria) segna una profonda delusione storica.
1799–1803
Carriera militare e letteraria a Milano. Pubblica le Poesie (12 sonetti + 2 odi). Traduce La chioma di Berenice di Callimaco.
1807
Pubblica Dei sepolcri, il carme più celebre. Nel 1808 nominato professore di Eloquenza all'Università di Pavia.
1812–1814
A Firenze lavora a Le Grazie (incompiuto) e traduce il Viaggio sentimentale di Sterne creando l'alter ego Didimo Chierico.
1816–1827
Esilio volontario per non giurare fedeltà agli austriaci. Si stabilisce a Londra dove scrive saggi critici su Dante, Petrarca e Boccaccio. Muore in povertà a 49 anni.
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Pensiero e Poetica

Il pensiero di Foscolo nasce dalla tensione tra Illuminismo (materialismo meccanicistico, sensismo) e la nuova sensibilità preromantica.

⚠️ Concetto chiave — Materialismo: La realtà è fatta solo di materia in continua trasformazione. Questo porta a un pessimismo radicale: la vita è un ciclo privo di senso spirituale destinato al «nulla eterno».
💡 La risposta al nichilismo — Le Illusioni: Foscolo non si arrende. Trova rifugio in valori come amore, amicizia, patria, eroismo e culto dei morti. Sa che sono costruzioni umane, ma le ritiene fondamentali per dare dignità all'esistenza e spingere all'azione.

I due poli della produzione foscoliana

Il Passionato

Forza dei sentimenti, sofferenza, militanza politica. Sensibilità romantica, atmosfere cimiteriali. Rappresentato dall'Ortis.

Preromanticismo Pessimismo
Il Mirabile

Ricerca di armonia ed equilibrio neoclassico. Facoltà mitopoietica: trasforma la realtà sofferta in bellezza rasserenatrice. Odi e Le Grazie.

Neoclassicismo Mitologia
📖 Ulissismo: L'eroe foscoliano è un giovane inquieto, esule e tormentato, che lotta contro un destino avverso — come Ulisse. Foscolo proietta se stesso nelle opere: sovrapposizione continua tra vita e arte.
Illusioni Culto dei morti Esilio Patria Ulissismo Engagement poetico
📖
Ultime lettere di Jacopo Ortis
Genere
Romanzo epistolare
Pubbl. definitiva
1816 (prima stesura 1802)
Modello
Goethe, Werther
Importanza
1° romanzo epistolare italiano
«Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto.»

Trama: Dopo il Trattato di Campoformio, Jacopo fugge sui colli Euganei dove si innamora di Teresa, già promessa a Odoardo. Intraprende un pellegrinaggio (Firenze → Milano → Ventimiglia), visita le tombe dei grandi a Santa Croce. Apprende il matrimonio di Teresa e si suicida con un pugnale.

Differenza da Werther: Goethe → dramma sentimentale e sociale. Foscolo → aggiunge la dimensione politica: il suicidio di Jacopo è anche protesta contro il tradimento di Napoleone e della patria.

Foscolo inserisce materiali autobiografici (lettere reali). Il romanzo diventa il libro di riferimento dei giovani del Risorgimento: Jacopo = intellettuale militante pronto al sacrificio per la patria.

Epistolare Preromanticismo Suicidio politico Autobiografismo
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Le Poesie (1803) — I Sonetti

Un volume breve ma fondamentale: 2 odi + 12 sonetti. Funziona come canzoniere personale dove Foscolo proietta autobiografia, passioni politiche e tormenti esistenziali. Stile: lingua preziosa con latinismi, anastrofi, iperbati, enjambement magistrali.

Alla Sera
Data
1802–1803
Tema
La sera come immagine della morte desiderata
Incipit chiave
«Forse» → dubbio conoscitivo

La sera è una fatal quiete: non è vista con timore ma come pace desiderata. Le due quartine descrivono la sera estiva vs. invernale. Le due terzine: il «reo tempo» svanisce, la morte annulla le «torme delle cure».

Figure retoriche principali
  • Ossimoro«fatal quiete» (morte + pace); «nulla eterno»
  • Personif.La Sera trattata come divinità vivente
  • Apostrofe«o Sera!» — il poeta si rivolge direttamente alla sera
  • AntitesiPace della sera vs. «spirto guerrier» che rugge
  • Allitter.Della «s» → dolcezza e silenzio; della «v» e «r»
  • Enjambement11 versi su 14 — fluidità riflessiva continua
Schema strutturale

Apertura: «Forse» introduce il dubbio filosofico.

Quartine: descrizione naturalistica (estate / inverno).

Terzine: passaggio all'introspezione psicologica — il tempo presente svanisce nel buio, le preoccupazioni si spengono.

Finale: contrasto tra la pace della sera e lo «spirto guerrier» interno.

In morte del fratello Giovanni
Data
1803
Occasione
Morte del fratello Giovanni (1801, ~20 anni, suicidio)
Modello
Catullo, Carme 101

Differenza da Catullo: il poeta latino arriva alla tomba del fratello; Foscolo invece può solo tendere le mani «deluse» verso la patria lontana — l'esilio lo separa definitivamente dagli affetti.

💡 La madre è il fulcro del sonetto: unico legame rimasto tra i due fratelli, lei è l'unica che può parlare alla «cenere muta» di Giovanni del figlio lontano. La tomba qui è ancora centro di affetti privati, non ancora monumento civile come nei Sepolcri.
Figure retoriche principali
  • Metafora«fior de' tuoi gentili anni» = giovinezza recisa; «tempesta» = tormenti; «porto» = morte come approdo
  • Metonimia«Pietra» = tomba; «Cenere» = resti; «Avversi Numi» = destino
  • Sineddoche«Tetti» = casa/patria; «Palme» = mani; «Ossa» = corpo
  • Sinestesia«Cenere muto» (visivo+uditivo)
  • Apostrofe«O fratel mio»; «Straniere genti»
  • Allitter.«n», «m», «t» → ritmo lento e malinconico
Temi chiave

Esilio come fuga perenne che impedisce il ricongiungimento

• Il suicidio del fratello non è peccato ma fine di una «tempesta» interiore

• La tomba come porto di quiete dopo i travagli della vita

• Invocazione finale alle «straniere genti»: almeno le spoglie del poeta tornino al «petto della madre mesta»

A Zacinto
Data
1802–1803
Tema
Esilio eterno, impossibilità del ritorno
Struttura
Circolare: negazione iniziale → sepoltura finale
«Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia...»

Zacinto non è solo luogo geografico ma luogo mitologico: Venere nacque da quelle acque. Foscolo nobilita le proprie origini collegandole alla divinità della bellezza. Il paragone con Ulisse è fondamentale: entrambi esuli, ma Ulisse torna a Itaca — Foscolo è condannato all'esilio eterno e all'«illacrimata sepoltura».

La poesia come compensazione: poiché il fato gli nega il ritorno fisico, rimane solo il «canto» — la poesia diventa l'unico modo per tornare virtualmente alla «materna terra».
Figure retoriche principali
  • Ossimoro«Bello di fama e di sventura» (gloria + dolore)
  • Litote«Non tacque» = Omero esaltò ampiamente
  • Iperbato«baciò la sua petrosa Itaca Ulisse» (soggetto lontanissimo dal verbo)
  • Apostrofe«Zacinto mia»; «materna mia terra»
  • Assonanza«Zacinto... giacque... acque» (vv. 1-3)
  • Allitter.Della «v» → soffio del vento; della «s»
Struttura circolare

Il sonetto inizia con la tripla negazione «Né più mai» (v. 1) → certezza della morte in terra straniera.

Si chiude con «illacrimata sepoltura» (v. 14) → impossibilità del ritorno confermata.

In mezzo: il mito (Venere, Omero, Ulisse) che nobilita l'esilio del poeta innalzandolo a destino epico.

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Dei Sepolcri (1807)
Forma
295 endecasillabi sciolti
Tipo
Epistola poetica a Ippolito Pindemonte
Occasione
Editto di Saint-Cloud (1804/1806)
Posizione
Manifesto Neoclassicismo → Preromanticismo
⚠️ L'Editto di Saint-Cloud imponeva cimiteri extraurbani con lapidi anonime e uguali. Foscolo reagisce: la tomba, pur inutile per il defunto (visione materialistica), è fondamentale per i vivi.

Le 4 parti del carme

Parte I
Funzione sentimentale: il sepolcro come legame privato. La «corrispondenza d'amorosi sensi»: dialogo ideale che sfida la morte attraverso il ricordo e l'affetto.
Parte II
Dimensione storica: culto dei morti nelle diverse civiltà. Riti medievali «ferali» vs. civili cimiteri-giardino inglesi.
Parte III
Tema politico-civile: le tombe dei grandi (Dante, Machiavelli, Galileo, Alfieri a Santa Croce) diventano esempio per i posteri, li spronano a «egregie cose» e al riscatto della patria.
Parte IV
La poesia come funzione eternatrice: anche il marmo crolla col tempo. Ma il «canto» dei poeti (Omero) vince il silenzio dei secoli e dona l'immortalità ai valori umani.
Corrispondenza d'amorosi sensi Funzione eternatrice Identità nazionale Materialismo + memoria
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Le Grazie, Didimo Chierico & Critica

Le Grazie (1812 — incompiuto)

CARME · Firenze · Ispirato da Canova

Tre inni dedicati non alle Grazie direttamente ma a Venere (bella natura, affetti), Vesta (fuoco eterno dei cuori nobili) e Pallade (arti consolatrici). Le Grazie sono dee intermedie tra cielo e terra: dispensano ai mortali i doni della civiltà per ingentilire i costumi. L'incompiutezza è causata dalla crisi storica (crollo di Napoleone, Austria) e dall'esilio.

🏛️ Valenza politica: scritto nel momento del tracollo napoleonico, il poeta affida alle Grazie il compito di consolare l'Italia afflitta. L'armonia ideale è un obiettivo nobile ma irraggiungibile nella realtà.

Didimo Chierico — l'anti-Ortis

ALTER EGO · Traduzione del Viaggio sentimentale di Sterne

«Didimo» = gemello (greco); «Chierico» = vocazione religiosa giovanile abbandonata. Se Jacopo Ortis è l'eroe passionale e suicida, Didimo è il Foscolo maturo: disilluso, ironico, distaccato, capace di affermazioni concise e sentenziose. Rappresenta la maturità dello scrittore rispetto ai fuochi giovanili.

Critica letteraria

SAGGI · Analisi stilistica + inquadramento storico

Nell'orazione Dell'origine e dell'ufficio della letteratura (1809): la letteratura è espressione della civiltà e della storia di una nazione. L'arte deve frenare i potenti, suscitare passioni generose, consolare gli uomini. In esilio a Londra: saggi su Dante, Petrarca, Boccaccio — diffonde l'identità culturale italiana all'estero.

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La Vita
Nascita
29 giugno 1798 · Recanati (Marche)
Morte
14 giugno 1837 · Napoli (38 anni)
Famiglia
Conte Monaldo (colto, conservatore) + Adelaide Antici (severa)
Studio
«7 anni matti e disperatissimi»
🦴 La salute: Gli anni di studio forsennato (1809–1816) indeboliscono gravemente il fisico già fragile. Sviluppa doppia gobba (cifosi + scoliosi) e gravi problemi agli occhi.
1809–1816
«Sette anni di studio matto e disperatissimo»: impara greco, latino, ebraico. Scrive saggi eruditi, tragedie, prose. La biblioteca del padre (~15.000 vol.) è la sua unica finestra sul mondo.
1817
Rapporto epistolare con Pietro Giordani → conversione «dall'erudizione al bello», dalla copia alla creazione poetica. Si allontana dalle posizioni conservatrici del padre.
1819
Anno cruciale: malattia agli occhi, meditazioni di suicidio, tentativo di fuga fallito. Conversione «dal bello al vero»: abbandona la religione, abbraccia il sensismo materialistico e il pessimismo.
1822–1827
Viaggi: Roma (delusione), Milano, Bologna (commento alle Rime di Petrarca, innamoramento non corrisposto per Teresa Carniani Malvezzi), Firenze, Pisa.
1828
A Pisa ritrova l'ispirazione: scrive Il risorgimento e A Silvia, aprendo il ciclo dei Grandi Idilli. A Firenze incontra Manzoni e Stendhal.
1829–1830
Ultima volta a Recanati: capolavori della maturità (Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Canto notturno).
1833–1837
Napoli con l'amico Antonio Ranieri. Ai piedi del Vesuvio scrive il testamento spirituale: Il tramonto della luna e La ginestra. Muore il 14 giugno 1837.
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Il Pensiero — Le 3 Fasi del Pessimismo
⚠️ Teoria del piacere (1820, Zibaldone): La natura genera nell'uomo il desiderio di un piacere infinito in durata e intensità. Ma ogni piacere reale è finito. Da questa contraddizione nasce la noia e l'infelicità strutturale dell'essere umano. L'unico «piacere» è nell'immaginazione del desiderio, non nel suo raggiungimento.

1 — Pessimismo Storico (fino al ~1822)

Sotto l'influenza di Rousseau: l'infelicità è effetto del progresso che ha allontanato l'uomo dalla natura. Gli antichi, vicini alla natura, avevano illusioni e sentimenti generosi. La natura è vista come «benigna». Opera: Piccoli Idilli (L'Infinito, Alla luna, La sera del dì di festa).

Natura benigna Colpa della ragione Piccoli Idilli

2 — Pessimismo Cosmico (1823–1828)

Durante il silenzio poetico delle Operette morali: la natura non è più madre ma «matrigna», principio meccanicistico di distruzione e riproduzione. L'infelicità non è storica ma condizione eterna e universale di ogni essere vivente. Opera: Dialogo della Natura e di un Islandese; poi i Grandi Idilli.

Natura matrigna Infelicità universale Operette morali

3 — Pessimismo Eroico (1831–1837)

Rivalutazione della ragione: ora è strumento per smascherare falsi miti, credenze religiose e progressismo. Gli uomini devono unirsi in una «social catena» di solidarietà per affrontare coraggiosamente il destino comune. Opera: La ginestra.

Social catena Solidarietà Coraggio La ginestra

La Poetica — Immaginazione, Rimembranza, Indefinito

Leopardi distingue tra poesia antica (fantasia + immaginazione) e moderna (ragione). Gli antichi erano superiori perché le «illusioni» nascondevano il «vero». I moderni devono creare una poesia «sentimentale» che recupera attraverso il ricordo le sensazioni della fanciullezza.

📝 Parole più poetiche (Zibaldone): quelle che rimandano a vago e indefinito: «interminati», «sovrumani», «infinito», «immensità», «lontano»... Il vago è più poetico del preciso perché stimola l'immaginazione.
Rimembranza Indefinito e vago Immaginazione Zibaldone
L'Infinito (1819)
Data
1819 (primavera–autunno)
Genere
Piccoli Idilli
Forma metrica
15 endecasillabi sciolti
Prima pubbl.
«Il Nuovo Ricoglitore», dic. 1825
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Struttura bipartita

Parte I (vv. 1–8): Infinito spaziale — la siepe blocca la vista, l'immaginazione crea spazi sterminati oltre.

Parte II (vv. 8–15): Infinito temporale — il vento introduce il tempo: eternità, stagioni morte, presente. Il pensiero si annega nell'immensità.

I dimostrativi — chiave strutturale

«questo/questa» = il concreto, il finito, l'hic et nunc (il colle, la siepe, le piante, il mare finale).

«quello/quella» = il vago, l'indeterminato, ciò che sta oltre.

Il percorso questo → quello → questo finale segna la traiettoria: reale → immaginazione → annullamento nell'infinito.

L'ossimoro finale: «Il naufragar m'è dolce in questo mare» — il naufragio (esperienza negativa) è definito «dolce». L'annullamento del sé nell'infinito diventa paradossalmente piacevole → teoria del piacere: l'immaginazione supplisce ai limiti della realtà.

Figure retoriche

  • Enjambement10 su 15 versi — la sfasatura metro/sintassi dilata il verso e suggerisce l'idea stessa dell'infinito. «interminati / Spazi»; «sovrumani / Silenzi»
  • PolisindetoRipetizione di «e» (vv. 5-6, 11-13) dilata il ritmo, suggerisce accumulo e immensità
  • Ossimoro«Il naufragar m'è dolce» — annullamento paradossalmente piacevole
  • Climax«interminati spazi → sovrumani silenzi → profondissima quiete»: progressione verso la dimensione più astratta
  • Allitter.Predominio della «s» (sedendo, spazi, sovrumani, silenzi...) → sospensione e silenzio
  • AntitesiFinito vs. infinito; «morte stagioni» vs. «la presente e viva»; parole brevi vs. parole lunghe
  • Iperbato«Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude» — inversione ordine naturale
  • Metafora«Questo mare» = infinito in cui il pensiero naufraga
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Il sabato del villaggio (1829)
Data
20–29 settembre 1829 · Recanati
Genere
Grandi Idilli
Forma
Canzone libera · 4 strofe · endecasillabi + settenari
Prima pubbl.
Canti, ed. Piatti, Firenze, 1831
🗝️ Allegoria centrale: Sabato = giovinezza (piena di speranza e attesa). Domenica = età adulta (caduta delle illusioni, tristezza). La felicità risiede solo nell'attesa, mai nel raggiungimento → teoria del piacere.
Struttura

Parte descrittiva (vv. 1–37): «Quadretti» di vita paesana. La donzelletta (giovinezza, futuro) vs. la vecchierella (vecchiaia, passato). Paesaggio serale, campana, fanciulli, zappatore, falegname notturno.

Parte riflessiva (vv. 38–51): Meditazione + dialogo con il «garzoncello». Il sabato = giorno più bello.

Il tono finale

Leopardi si rivolge al ragazzetto con affetto velato di malinconia. «Godi, fanciullo mio» = carpe diem moderno. Ma la reticenza («altro dirti non vo'») nasconde l'amara consapevolezza che la vita adulta porterà solo disillusione — il poeta non vuole rattristarlo.

Figure retoriche

  • AllegoriaSabato = giovinezza; domenica = età adulta; la festa = la maturità attesa
  • AntitesiDonzelletta (futuro) vs. vecchierella (passato); «speme e gioia» vs. «tristezza e noia»
  • Diminutivi«donzelletta», «mazzolin», «vecchierella», «piazzuola», «garzoncello» → atmosfera delicata, familiare
  • Similitudine«Cotesta età fiorita / È come un giorno d'allegrezza pieno» (vv. 44-45)
  • Anafora«Torna... e tornan» (v. 17); «Odi... odi» (v. 33); «e s'affretta, e s'adopra» (v. 36)
  • Preterizione«altro dirti non vo'» — dice di non voler dire, ma ha già rivelato il suo pensiero
  • SinestesiaAlternanza di sensazioni visive e uditive → quadro completo e vivo del borgo
  • Perifrasi«l'età più bella» = giovinezza; «il dì del suo riposo» = la domenica
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Le altre opere principali
Piccoli Idilli (1819–1821)

A Silvia (1828) — Grandi Idilli

Recanati · Ispirata a Teresa Fattorini

Rievoca una fanciulla morta prematuramente, simbolo della speranza di felicità delusa dalla realtà («All'apparir del vero»). Silvia = la giovinezza stessa, spezzata prima di potersi compiere.

Le ricordanze (1829)

Recanati · Stelle dell'Orsa Maggiore

Il poeta osserva le stelle dal palazzo paterno: ricordi d'infanzia si sovrappongono al presente amaro. Resta la consolazione della poesia nata dall'atmosfera di vaghezza.

La quiete dopo la tempesta (1829)

Teoria del piacere negativo

Il piacere è «figlio d'affanno»: come la quiete offre solo il sollievo di un cessato pericolo, così la fine del dolore è solo consolazione momentanea. Non esiste gioia positiva, solo la cessazione del dolore.

Canto notturno di un pastore errante dell'Asia (1830)

Il più cosmico dei Grandi Idilli

Un pastore domanda alla Luna il senso della propria vita. Nessuna risposta: tutti gli esseri sono condannati a un viaggio senza senso in un universo indifferente. Espressione massima del pessimismo cosmico.

La ginestra (1836–1837)

TESTAMENTO SPIRITUALE · Vesuvio · Pessimismo eroico

La ginestra (fiore del deserto lavico) = simbolo dell'uomo che non si illude ma resiste. La «social catena» di solidarietà è l'unica risposta dignitosa all'indifferenza cosmica. Leopardi attacca il falso ottimismo progressista.

Social catena Anti-progressismo Pessimismo eroico
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Foscolo vs. Leopardi — Confronto
Aspetto Foscolo Leopardi
Periodo 1778–1827 1798–1837
Filosofia base Materialismo + sensismo illuminista; pessimismo ma con «illusioni» attive Sensismo + materialismo; pessimismo radicale che evolve verso il cosmico
Risposta al dolore Illusioni: patria, amore, culto dei morti, poesia eternatrice. Impegno civile e politico. Rimembranza e immaginazione (prima fase); poi solidarietà eroica (ultima fase).
Natura Non è tema centrale; la realtà materiale è ciò su cui l'uomo costruisce le illusioni. Prima «benigna» (madre), poi «matrigna» (forza meccanica di distruzione).
Eroe tipo Jacopo Ortis: esule, passionale, suicida politico. Alter ego autobiografico. Il pastore errante, Silvia, il passero solitario: simboli universali dell'infelicità umana.
Rapporto col mito Centrale: la facoltà mitopoietica trasforma il dolore in bellezza (Zacinto, Le Grazie). Secondario: il vago e l'indefinito sono poetici, ma il mito non è strumento principale.
Opera più nota Dei sepolcri (1807) — carme civile e filosofico L'Infinito (1819) — meditazione sull'oltre
Posizione storico-politica Engagement diretto: si arruola, esilia per non cedere agli austriaci. La poesia come atto civile. Critica il progressismo e i falsi miti. La poesia come consolazione e verità.
Stile Lingua aulica, latinismi, anastrofi, iperbati, enjambement magistrali. Solennità classica. Parole vaghe e indefinite, canzone libera, endecasillabi + settenari. Tono più intimo.
Collocazione Transizione Neoclassicismo → Preromanticismo Romanticismo (ma rifiuta le etichette; è figura autonoma)

Punto in comune fondamentale

🔗 Entrambi partono da una visione materialistica e atea: la morte è il «nulla eterno». Entrambi cercano un modo per non arrendersi a questa verità — Foscolo con le illusioni attive e la poesia eternatrice, Leopardi con la rimembranza e infine la social catena.

Differenza fondamentale

Foscolo usa il dolore come carburante per l'azione (politica, poetica, civile). Leopardi lo usa come punto di partenza per una meditazione sempre più universale e filosofica sull'infelicità di tutti gli esseri viventi.